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伊達政宗

A che cosa vi fa pensare il Giappone? Sushi, automobili, samurai… Sendai fu fundata da un samurai?

500 anni fa il Giappone era suddiviso in numerosi e piccoli feudi che guerreggiavano continuamente fra loro per il proprio territorio e questo periodo viene chiamato l’Epoca della Guerra Civile戦国時代. I generali più potenti che emersero vincitori da queste guerre, per dichiarare un solo signore feudale rappresentante di un Giappone unito, si divisero in due eserciti: quello dell’Est e quello dell’Ovest.

Nel 1600 si svolse l’ultima e decisiva battaglia a Sekigahara関ヶ原の戦い. Il vincitore era Tokugawa Ieyasu, dell’esercito dell’Ovest, che sostituì come sede del suo governo Kyoto, la metropoli del Giappone fino ad allora, con la città di Edo, l’odierna Tokyo. Se in questa battaglia non avesse vinto Tokugawa, Tokyo non sarebbe stata la capitale come è oggi.

Nella battaglia finale del 1600 Date Masamune si rivelò un ottimo generale al seguito di Ieyasu, e nel 1601 fondò Sendai, costruì il Castello e vi regnò sviluppando il suo feudo nella zona più prosperosa della regione al nord di Tokyo.

Siccome da piccolo aveva perso l’occhio destro, lo chiamano ancora oggi Dokugan-ryu 独眼竜, che significa Il dragone dall’unico occhio seguendo una leggenda cinese che parla di un eroe lungimirante. Possiamo pensare che per lui fosse un punto debole dal fatto che ordinava di disegnare il suo ritratto sempre con due occhi sani, ma per noi è un suo fascino con la benda sull’occhio e una cosa simbolica come lo spirito di perseveranza.

E quando se ne parla non si deve dimenticare un merito importante legato all’Italia: Masamune mandò una delegazione guidata dal suo seguace Hasekura Tsunenaga a Roma nel 1615.

Nonostante che fosse un comandante militare, era una persona colta che sapeva comporre poesie, fare la cerimonia del tè, ballare e cantare il teatro Nô (teatro antico tradizionale) e era anche un buongustaio.

Era un “ performer”, amava fare le sorprese agli altri; soprattutto tra la gente di Kyoto era conosciuto per i vestiti vistosi, belli e stravaganti messi da lui e dai suoi seguaci nel corteo di scorta quando andava a Kyoto per concedere un’udienza allo Shộgun.

Oggi c’è un aggettivo “Date” legato appunto al suo nome e di solito si usa per valutare un uomo, e vuol dire che sa comportarsi e vestirsi bene in modo elegante e raffinato.

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