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Ritratto di Hasekura

Ritratto di Hasekura

Nell’epoca in cui il Giappone era chiuso, Date Masamune mandò una delegazione composta di circa 180 persone dirette a Roma per avviare trattative commerciali. La delegazione Kēchô慶長使節団 fu guidata da un suo seguace, HASEKURA Tsunenaga.
Il loro veliero, San Juan Bautista, approdò prima ad Acapulco in Messico, poi si diresse verso la Spagna, dove l’ambasceria visitò il Re Felipe III a Madrid e infine raggiunse Roma dopo due anni di lungo viaggio sul mare. Il 3 novembre 1615 ebbero l’udienza dal Papa Paolo V in Vaticano, durante la quale inoltrarono la richiesta di missionari per il Giappone e il permesso di commercio tra il Giappone e la Spagna e sue colonie.
HASEKURA ricevette dal Papa la cittadinanza di Roma e il titolo nobiliare. Ma alla fine la delegazione non riuscì a raggiungere l’obiettivo, perché piano piano, grazie alla rete dei missionari, si seppe la vera situazione del Giappone che non era niente di favorevole al mondo cristiano.
Erano trascorsi sette anni quando la spedizione tornò in Giappone e il divieto di pratica del Cristianesimo era sempre più severo in tutta la nazione. La pena di morte minacciava HASEKURA che si era convertito alla religione Cristiana a Roma e i benefici del suo viaggio non furono riconosciuti.
Si dice che HASEKURA morì a 52 anni, dopo qualche mese dall’arrivo a Sendai. Ma ci sono altre ipotesi sulla sua morte, per esempio, una dice che visse fino a 82 anni in campagna nascosto da Masamune; infatti ci sono 3-4 sue tombe, non si sa quale sia vera.
In quel periodo molti cristiani giapponesi e missionari stranieri furono uccisi e anche nella famiglia di HASEKURA ce ne erano alcuni. Anche in questa situazione severa c’erano però dei cristiani che tenevano nascosta la propria fede.
Tutti gli oggetti che Hasekura portò dall’estero erano rigorosamente nascosti e alcuni sono spariti per il divieto del Cristianesimo. Così per circa 250 anni la storia di questa delegazione fino al 1873, in cui dopo la Riforma Meiji (1868) il governo nuovo mandò un gruppo dei ambasciatori in America e in Europa. Si sorpresero molto quando scoprirono una lettera di HASEKURA custodita a Venezia.
Nel 2001 alcuni oggetti come un rosario, il paramento e la sella che portò HASEKURA dall’estero sono classificati tra i Tesori d’Arte Nazionali.

Nel 2013 tre oggetti, cioè la cittadinanza di Roma, il ritratto di HASEKURA e quello del Papa “ Paolo V” sono classifficati tra i Patrimoni di Memoria del Mondo dell’ UNESCO che afferma l’importanza della delegazione che fece capire esistenza di un’altra cultura agli europeri di allora.

Questi tesori preziosi legati a HASEKURA si possono vedere al Museo municipale di Sendai.

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